retina - Gamma Medica https://www.gammamedica.it Centro specializzato in Microchirurgia Oculare e Chirurgia Plastica del dott. Federico Garzione con sede a Roma e Salerno. Wed, 27 Nov 2019 09:38:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 GAMMA MEDICA, CENTRO MEDICO OCULISTICO AUTORIZZATO PER LA SOMMINISTRAZIONE DI AVASTIN, VUOLE DIVULGARE QUESTO ARTICOLO PUBBLICATO SU RETINA NEL 2019 https://www.gammamedica.it/blog/2019/11/gamma-medica-centro-medico-oculistico-autorizzato-per-la-somministrazione-di-avastin-divulga-questo-articolo-pubblicato-su-retina-nel-2019/ Wed, 27 Nov 2019 09:35:22 +0000 https://www.gammamedica.it/?p=5170


IOP e farmaci anti-VEGF: cosa sappiamo finora

Le variazioni croniche della pressione intraoculare possono dipendere dal farmaco anti-VEGF utilizzato. Uno sguardo alle ricerche emergenti sulla fisiologia e sul ruolo della genetica.

Di Lauren Burgett e Raj K. Maturi, MD                       26 NOVEMBRE 2019

Un aumento graduale della pressione intraoculare è una complicazione comune ben nota delle iniezioni intravitreali anti-VEGF. Uno studio condotto in Italia ha rilevato che l’88,9% degli occhi presentava una pressione oculare superiore a 30 mmHg direttamente dopo l’iniezione di ranibizumab (Lucentis, Genentech / Roche).  Uno studio condotto da Judy Kim, MD e colleghi del Medical College del Wisconsin ha scoperto che la pressione oculare sale a una media di 44 mmHg immediatamente dopo l’iniezione intravitreale, quindi scende rapidamente a meno di 30 mmHg entro 15 minuti.  In entrambi questi studi, la tonometria si è avvicinata ai livelli normali da 30 a 60 minuti dopo l’iniezione per la maggior parte dei pazienti.

Modifica della pressione oculare a breve e lungo termine

Una recente analisi statisticamente significativa ha studiato addirittura una riduzione della pressione oculare con l’uso di iniezioni anti-VEGF. Condotto da Elizabeth Atchison, MD e colleghi, lo studio ha analizzato 23.776 pazienti a cui era stata diagnosticata la degenerazione maculare neovascolare legata all’età, l’edema maculare diabetico, l’occlusione delle vene della retina del ramo o l’occlusione della vena della retina centrale.  I pazienti hanno ricevuto iniezioni di bevacizumab (Avastin, Genentech / Roche, 56 %), ranibizumab (25%) o aflibercept (Eylea, Regeneron Pharmaceuticals, 19 %) nell’occhio destro ma nessun trattamento a sinistra. Sono stati esaminati solo i pazienti con almeno 12 iniezioni dell’anti-VEGF specificato.

Tutti i sottogruppi di pazienti hanno mostrato una piccola riduzione media della PIO dalla linea di base all’ultima iniezione anche se non è assolutamente giustificato l’uso di queste molecole come sostituti della terapia antiglaucomatosa tradizionale.

Relativamente all’aumento iniziale come l’anti-VEGF può influenzare la pressione oculare?

Differenze importanti tra bevacizumab, ranibizumab e aflibercept risiedono nella loro farmacodinamica, meccanismi di azione e target. Tutti e tre i farmaci sono antagonisti che si legano al sito attivo del fattore di crescita endoteliale vascolare umano A inibendo i ligandi (VEGFR-1 e VEGFR-2) dal legame con i loro recettori endoteliali. Aflibercept ha la più alta affinità di legame dei farmaci anti-VEGF attualmente in uso .

Mentre ranibizumab e bevacizumab prendono di mira solo il VEGF-A, aflibercept si rivolge anche al fattore di crescita placentare e al VEGF-B. 6 L’emivita di aflibercept è stimata in sei giorni contro nove giorni per ranibizumab e bevacizumab. Tutte queste differenze chimiche potrebbero essere fattori che contribuiscono al motivo per cui aflibercept non mostra lo stesso tasso di aumento cronico della pressione oculare.

Le ipotesi

Via dell’ossido nitrico

Aaron Ricca, MD e colleghi dell’Università dell’Arkansas, hanno suggerito che un’ipotesi vascolare fisiologica per l’aumento della PIO deriva dall’alterazione della via dell’ossido nitrico,  che è noto per rilassare la muscolatura liscia e le cellule endoteliali. Componenti della via dell’ossido nitrico sono stati identificati nella camera anteriore. È stato dimostrato che l’ossido nitrico aumenta il deflusso acquoso della camera anteriore diminuendo le dimensioni delle cellule trabecolari e vasodilatando il canale di Schlemm.

Attraverso le sue applicazioni oncologiche, è noto che l’anti-VEGF interrompe la normale via di segnalazione dell’ossido nitrico. Se usata sistemicamente, la terapia anti-VEGF è nota per aumentare l’ipertensione arteriosa attraverso questo meccanismo. Nel loro insieme, ciò suggerisce che un aumento della pressione oculare può essere correlato all’interazione anti-VEGF con la fisiologia dell’ossido nitrico.

Genetica e pressione oculare

È stata identificata una potenziale base genetica per un aumento del tono oculare dopo la terapia anti-VEGF. I ricercatori in Australia e in Europa hanno  identificato tre polimorfismi del gene CD36 che erano associati a un significativo aumento della pressione dopo l’iniezione terapeutica.  Uno dei polimorfismi, rs1049673, era associato a un aumento pronunciato del tono  oculare.

Stanno emergendo ulteriori connessioni tra fattori genetici e fisiologici.

Richard Morshedi, MD e colleghi hanno proposto un meccanismo più chiaro: l’anti-VEGF sovraregola l’ossido nitrico sintetasi, diminuendo l’ossido nitrico nella camera anteriore e creando una riduzione del deflusso della rete trabecolare, aumentando così la pressione oculare.

In conclusione, l’aumento a breve termine della pressione oculare è temporaneo e risolvibile con i comuni farmaci antiglaucomatosi.

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Alta definizione negli esami OCT con tecnologia di ultima generazione https://www.gammamedica.it/blog/2016/07/alta-definizione-negli-esami-oct-con-tecnologia-di-ultima-generazione/ Wed, 13 Jul 2016 14:53:49 +0000 http://www.gammamedica.it/?p=3230 L’esame OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) è l’esame più avanzato per lo studio delle retina e del nervo ottico. Si tratta di una tecnica di imaging non invasiva che si basa su un principio di interferometria che permette di acquisire velocemente e senza invasività immagini ad alta risoluzione che identificano la retina strato per strato. […]

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L’esame OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) è l’esame più avanzato per lo studio delle retina e del nervo ottico. Si tratta di una tecnica di imaging non invasiva che si basa su un principio di interferometria che permette di acquisire velocemente e senza invasività immagini ad alta risoluzione che identificano la retina strato per strato. L’elevata risoluzione (5 millimicron) permette di identificare, acquisire e processare i vari strati della retina con analisi dei volumi e della morfologia fondamentali per valutare le indicazioni e il post operatorio di procedure chirurgiche e iniezioni intravitreali.

Il principio base è la capacità dei tessuti di riflettere la luce con immagini che possono essere processate ed analizzate sulla base di una scala colorimetrica o una scala di grigi che in molti casi identifica anche i sistemi cellulari.

Gli OCT di ultima generazione hanno ulteriormente implementato la capacità di risoluzione e la velocità di acquisizione migliorando e rivoluzionando la conoscenza e delle malattie retiniche e dei protocolli terapeutici da utilizzare.

L’esame può essere eseguito senza dilatare la pupilla, è assolutamente indolore e molto facile da eseguire soprattutto con i nuovi sistemi di eye tracking che hanno ulteriormente l’acquisizione delle immagini.

  • STRATO 1  – Membrana limitante esterna formata da fibrille di connessione orizzontale delle cellule di Muller (debolmente iper riflettente).
  • STRATO 2 – Zona dell’ellissoide (marcatamente iper riflettente) rappresenta la connessione o giunzione del segmento interno/segmento esterno dei fotorecettori (IS/OS).
  • STRATO 3 – Zona delle interdigitazioni (marcatamente iper riflettente) rappresenta la connessione tra la parte esterna terminale dei fotorecettori e l’epitelio pigmentato.
  • STRATO 4 – Epitelio pigmentato – coriocapillare (marcatamente iper riflettente)

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IMPORTANZA DELL’OCT NELLO STUDIO E TERAPIA DELLA RETINOPATIA DIABETICA https://www.gammamedica.it/blog/2016/01/importanza-dell%e2%80%99oct-nello-studio-e-terapia-della-retinopatia-diabetica/ Mon, 04 Jan 2016 17:09:28 +0000 http://www.gammamedica.it/?p=2672 L’evoluzione della tecnologia OCT (tomografia ottica a luce coerente) e l’altissimo livello di acquisizione ed elaborazione delle immagini ha permesso di pianificare e inquadrare le varie modalità di presentazione di questa grave patologia.     Si possono riscontrare: L’ispessimento maculare: aumento di spessore della macula con alterazione della depressione foveale. Si tratta di una lesione […]

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L’evoluzione della tecnologia OCT (tomografia ottica a luce coerente) e l’altissimo livello di acquisizione ed elaborazione delle immagini ha permesso di pianificare e inquadrare le varie modalità di presentazione di questa grave patologia.


 

 

Si possono riscontrare:

  1. L’ispessimento maculare: aumento di spessore della macula con alterazione della depressione foveale. Si tratta di una lesione che può regredire con la cura della malattia di base.
  2. L’edema maculare cistoide e diffuso: raccolta di liquido negli strati interni della retina che può essere trattato, oltre che con la cura della malattia di base, con iniezioni intravitreali di farmaci antiVEGF o cortisone. La diminuzione del visus può dipendere più dalle alterazioni della retina esterna (membrana limitante esterna) che non dalla presenza dell’edema retinico.
  3. Alterazioni della retina esterna: interruzione o scomparsa della zona degli ellissoidi (in una fase più precoce e lieve di edema maculare) e della membrana limitante esterna (alterazione più tardiva e grave).
  4. Il distacco sieroso della retina associato con l’edema maculare: questo quadro OCT si presenta spessissimo associato all’edema degli strati retinici interni ed è espressione di grave scompenso metabolico, alterazioni della sierologia (emoglobina glicosilata, microalbuminuria) e a essudati intraretinici.
  5. L’ispessimento della membrana limitante interna: si presenta con membrana limitante interna iperreflettente ed edema refrattario alla terapia. E’ indicata la terapia chirurgica con asportazione mediante vitrectomia della membrana epiretinica causa dell’edema trazionale.

 

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EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA AVANZATA PER LO STUDIO DELLA RETINA E DEL NERVO OTTICO:L’ ANGIO-OCT https://www.gammamedica.it/blog/2015/11/evoluzione-della-tecnologia-avanzata-per-lo-studio-della-retina-e-del-nervo-otticol%e2%80%99-angio-oct/ Sun, 08 Nov 2015 17:46:32 +0000 http://www.gammamedica.it/?p=2531 Negli ultimi 20 anni la tecnologia di indagine più evoluta per lo studio della retina e del nervo ottico è stata certamente la Tomografia a Coerenza Ottica comunemente denominata OCT. Questo esame permette di analizzare la retina, soprattutto la parte centrale (macula), fornendo immagini di scansioni (sezioni trasverse) con una definizione altissima L’OCT può essere […]

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Negli ultimi 20 anni la tecnologia di indagine più evoluta per lo studio della retina e del nervo ottico è stata certamente la Tomografia a Coerenza Ottica comunemente denominata OCT.

Questo esame permette di analizzare la retina, soprattutto la parte centrale (macula), fornendo immagini di scansioni (sezioni trasverse) con una definizione altissima

L’OCT può essere paragonato ad un vero e proprio esame istologico in vivo, fino allo studio dei fotorecettori le cellule deputate alla visione.

L’OCT ci dà informazioni sullo spessore della retina, sulla sua morfologia e sul rapporto tra i vari strati che la compongono. È un esame non invasivo, che non comporta contatto ed è privo di effetti collaterali.

Si possono studiare, esaminare e curare con tecniche mininvasive malattie e aree della retina come la macula, fino a poco tempo fa considerate non trattabili quali membrane epiretiniche, foro maculare, retinopatia diabetica e trombosi venosa retinica.

Oggi questa tecnologia, già evoluta, si è arricchita ed è stata perfezionata con lo studio (non invasivo e senza coloranti) della circolazione sanguigna della retina e della coroide.

Con questo esame si possono approfondire, monitorare e curare meglio tutte le malattie retiniche dalla retinopatia diabetica alle malattie senili quali maculopatia atrofica e degenerazione maculare emorragica legata all’età.


macula fotorecettori
esame oct  istologia retina

 


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