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FEMTOLASER PER LA CHIRURGIA DELLA CATARATTA NEGLI INTERVENTI COMBINATI

La nuova acquisizione della tecnologia laser a femtosecondi nelle nostre strutture,  permette di risolvere con maggiore sicurezza ed efficacia la cataratta non solo quando viene eseguito come intervento singolo, ma anche quando è necessario un intervento combinato con la vitrectomia o un intervento antiglaucomatoso.

Le procedure combinate risultano estremamente semplificate per l’utilizzo di minori energie (1/3 della facoemulsificazione tradizionale), maggiore precisione e architettura delle incisioni, assoluta stabilità del cristallino che viene studiato preventivamente con l’esame OCT che programma e personalizza l’intervento.

Queste caratteristiche del femtolaser, soprattutto la riduzione dell’energia utilizzata, permettono di ridurre al massimo le complicanze anche quando la cataratta si presenta associata a malattie corneali come la distrofia endoteliale, a pseudoesfoliazione capsulare con lassità della zonula o nelle cataratte post traumatiche che presentano una struttura anatomica alterata e dove la programmazione individuale è fondamentale per evitare complicanze che possono risultare estremamente gravi per l’occhio.

Alta definizione negli esami OCT con tecnologia di ultima generazione

L’esame OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) è l’esame più avanzato per lo studio delle retina e del nervo ottico. Si tratta di una tecnica di imaging non invasiva che si basa su un principio di interferometria che permette di acquisire velocemente e senza invasività immagini ad alta risoluzione che identificano la retina strato per strato. L’elevata risoluzione (5 millimicron) permette di identificare, acquisire e processare i vari strati della retina con analisi dei volumi e della morfologia fondamentali per valutare le indicazioni e il post operatorio di procedure chirurgiche e iniezioni intravitreali.

Il principio base è la capacità dei tessuti di riflettere la luce con immagini che possono essere processate ed analizzate sulla base di una scala colorimetrica o una scala di grigi che in molti casi identifica anche i sistemi cellulari.

Gli OCT di ultima generazione hanno ulteriormente implementato la capacità di risoluzione e la velocità di acquisizione migliorando e rivoluzionando la conoscenza e delle malattie retiniche e dei protocolli terapeutici da utilizzare.

L’esame può essere eseguito senza dilatare la pupilla, è assolutamente indolore e molto facile da eseguire soprattutto con i nuovi sistemi di eye tracking che hanno ulteriormente l’acquisizione delle immagini.

  • STRATO 1  – Membrana limitante esterna formata da fibrille di connessione orizzontale delle cellule di Muller (debolmente iper riflettente).
  • STRATO 2 – Zona dell’ellissoide (marcatamente iper riflettente) rappresenta la connessione o giunzione del segmento interno/segmento esterno dei fotorecettori (IS/OS).
  • STRATO 3 – Zona delle interdigitazioni (marcatamente iper riflettente) rappresenta la connessione tra la parte esterna terminale dei fotorecettori e l’epitelio pigmentato.
  • STRATO 4 – Epitelio pigmentato – coriocapillare (marcatamente iper riflettente)
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IMPORTANZA DELL’OCT NELLO STUDIO E TERAPIA DELLA RETINOPATIA DIABETICA

L’evoluzione della tecnologia OCT (tomografia ottica a luce coerente) e l’altissimo livello di acquisizione ed elaborazione delle immagini ha permesso di pianificare e inquadrare le varie modalità di presentazione di questa grave patologia.


 

 

Si possono riscontrare:

  1. L’ispessimento maculare: aumento di spessore della macula con alterazione della depressione foveale. Si tratta di una lesione che può regredire con la cura della malattia di base.
  2. L’edema maculare cistoide e diffuso: raccolta di liquido negli strati interni della retina che può essere trattato, oltre che con la cura della malattia di base, con iniezioni intravitreali di farmaci antiVEGF o cortisone. La diminuzione del visus può dipendere più dalle alterazioni della retina esterna (membrana limitante esterna) che non dalla presenza dell’edema retinico.
  3. Alterazioni della retina esterna: interruzione o scomparsa della zona degli ellissoidi (in una fase più precoce e lieve di edema maculare) e della membrana limitante esterna (alterazione più tardiva e grave).
  4. Il distacco sieroso della retina associato con l’edema maculare: questo quadro OCT si presenta spessissimo associato all’edema degli strati retinici interni ed è espressione di grave scompenso metabolico, alterazioni della sierologia (emoglobina glicosilata, microalbuminuria) e a essudati intraretinici.
  5. L’ispessimento della membrana limitante interna: si presenta con membrana limitante interna iperreflettente ed edema refrattario alla terapia. E’ indicata la terapia chirurgica con asportazione mediante vitrectomia della membrana epiretinica causa dell’edema trazionale.

 

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Corioretinite sierosa centrale – OCT

Esame eseguito OCT.

OS: Profilo retinico foveale alterato per morfologia struttura e reflettività . Si osserva ampio distacco sieroso del neuroepitelio convolgente l’intera regione foveale associato a distacco dell’EPR in sede subfoveolare.

 

Diagnosi: Corioretinopatia sierosa centrale.

 

Corioretinite

Corioretinite

pucker maculare ed oct

OD: Profilo retinico foveale alterato per morfologia struttura e reflettività.

Si osserva perdita della normale depressione foveale , iporeflettività degli strati retinici esterni, aumento dello spessore maculare per la presenza di membrana epiretinica aderente alla superficie retinica.

Diagnosi: pucker maculare

 

 

pucker maculare

pucker maculare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OD: Lieve irregolarità del profilo retinico con ripristino della normale morfologia . Persiste iporeflettività degli strati retinici esterni.

Diagnosi: Esiti di peeling in pucker maculare

esiti pucker

esiti pucker

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EVOLUZIONE DELLA TECNOLOGIA AVANZATA PER LO STUDIO DELLA RETINA E DEL NERVO OTTICO:L’ ANGIO-OCT

Negli ultimi 20 anni la tecnologia di indagine più evoluta per lo studio della retina e del nervo ottico è stata certamente la Tomografia a Coerenza Ottica comunemente denominata OCT.

Questo esame permette di analizzare la retina, soprattutto la parte centrale (macula), fornendo immagini di scansioni (sezioni trasverse) con una definizione altissima

L’OCT può essere paragonato ad un vero e proprio esame istologico in vivo, fino allo studio dei fotorecettori le cellule deputate alla visione.

L’OCT ci dà informazioni sullo spessore della retina, sulla sua morfologia e sul rapporto tra i vari strati che la compongono. È un esame non invasivo, che non comporta contatto ed è privo di effetti collaterali.

Si possono studiare, esaminare e curare con tecniche mininvasive malattie e aree della retina come la macula, fino a poco tempo fa considerate non trattabili quali membrane epiretiniche, foro maculare, retinopatia diabetica e trombosi venosa retinica.

Oggi questa tecnologia, già evoluta, si è arricchita ed è stata perfezionata con lo studio (non invasivo e senza coloranti) della circolazione sanguigna della retina e della coroide.

Con questo esame si possono approfondire, monitorare e curare meglio tutte le malattie retiniche dalla retinopatia diabetica alle malattie senili quali maculopatia atrofica e degenerazione maculare emorragica legata all’età.


maculafotorecettori
esame oct istologia retina

 


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