Chirurgia della macula

La Chirurgia Vitreo – Retinica è sempre stata considerata negli anni precedenti una chirurgia invasiva e particolarmente complessa sia per l’elevato rischio chirurgico, sia per la particolare categoria di pazienti che hanno bisogno di essere sottoposti a questo tipo di chirurgia (pazienti anziani con patologie sistemiche multiple e complesse, eventi post traumatici etc.). Inoltre il ricorso a tecniche di anestesia generale era un ulteriore fattore limitante. Negli ultimi 5 anni con l’introduzione nella pratica clinica della chirurgia mininvasiva c’è stata una vera e propria rivoluzione in questo settore della chirurgia oculistica consentendo di eseguire velocemente, in anestesia locale interventi di chirurgia maculare quali:

  • il  trattamento chirurgico del foro maculare
  • la chirurgia delle membrane epiretiniche
  • le procedure per l’edema maculare diabetico

Il trattamento chirurgico della regione maculare della retina deputata alla visione distinta si è reso possibile in quanto: 

  • la chirurgia mini invasiva si è evoluta fino ad arrivare ad utilizzare cannule di diametro piccolissimo simili a quello di un ago
  • la possibilità di eseguire una chirurgia senza punti di sutura
  • materiale mono\uso (disposable) di elevata qualità
  • l’ utilizzo  di strumenti per vitrectomia ad elevata velocità di taglio ( 5000/min)
  • il  miglioramento dei sistemi di visione, illuminazione e di microscopia
  • il decorso postoperatorio più rapido.

PER LA DIAGNOSI DI TUTTE LE PATOLOGIE MACULARI È FONDAMENTALE L’ESAME OCT ED IN MOLTI CASI LA FLUORANGIOGRAFIA RETINICA

Il foro maculare

Il foro maculare è un deficit strutturale della zona maculare della retina. La maggior perte dei fori maculari si sviluppa dopo i 50 anni (foro maculare idiopatico) anche se può essere secondario a traumi o a distacco di retina o edema maculare. Viene distinto in vari stadi di gravità che influenzano il risultato chirurgico e funzionale.   La membrana epiretinica definita anche pucker maculare è uno strato di tessuto cicatriziale che cresce sulla superficie della retina, in particolare la macula, che è la parte dell’occhio responsabile dettagliata, visione centrale In alcuni casi il  pucker maculare è il risultato di un trauma o di una patologia come il diabete. Le membrane epiretiniche  si possono formare dopo un intervento chirurgico di distacco retinico.

L’edema maculare diabetico

La chirurgia maculare viene utilizzata nel trattamento dell’edema maculare diabetico refrattario alla terapia  per rimuovere la trazioni sulla retina e favorire una migliore ossigenazione del tessuto retinico. La chirurgia viene sempre associata alla gestione del diabete e al trattamento con terapia farmacologica locale e sistemica.

La vitrectomia mininvasiva

Il “core” dell’intervento rimane la vitrectomia che prevede l’asportazione del corpo vitreo che rappresenta uno dei principali tessuti connettivi del corpo umano: si tratta di una struttura trasparente, semisolida, “gelatinosa” che occupa l’interno del bulbo oculare, a diretto contatto anteriormente con il cristallino e posteriormente con la retina; come consistenza è simile all’albume dell’uovo, denso e filante e tende ad aderire ai tessuti con cui viene a contatto. Il gel vitreale, per le caratteristiche fisiche (alta percentuale di acqua e proteine), rappresenta una delicata rete che conferisce trasparenza, omogeneità ed elasticità. L’intervento può essere eseguito in anestesia locale con assistenza dell’anestesista, in sala operatoria e dura circa 1 ora.

Decorso postoperatorio

Per quanto rapido, il decorso postoperatorio è legato al tipo di sostanza utilizzata per il tamponamento della retina (aria, gas, silicone) che si associano a posizionamento della testa e del bubo oculare. Per quanto riguarda la terapia pre e postoperatoria vengono seguite tutte le prescrizioni utilizzate per l’intervento di distacco di retina. Anche  il recupero visivo è legato  allo stadio ed al grado della malattia di base e non sempre il  successo  anatomico e chirurgico è compatibile con il miglioramento funzionale.