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AGGIORNAMENTO: EMERGENZA CORONAVIRUS

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NUOVA PIATTAFORMA DI CHIRURGIA ENDOSCOPICA DELLE VIE LACRIMALI A GAMMA MEDICA

GAMMA MEDICA da sempre attenta a tutte le innovazioni nella diagnostica e chirurgia mininvasiva delle vie lacrimali si è dotata di una nuova piattaforma tecnologica, di ultima generazione,  per la diagnostica e chirurgia delle vie lacrimali.

La nuova strumentazione comprende un sistema microendoscopico che con meno di mezzo millimetro di diametro permette di valutare la localizzazione e il tipo di infiammazione, stenosi o ostruzione delle vie lacrimali. Il canale endoscopico flessibile con una avanzata fibra ottica permette di visualizzazione il settore esaminato con un monitor ad alta definizione e programmare la terapia medica o il trattamento laser.

La procedura con laser a diodi può essere praticata nella stessa seduta con una sonda estremamente sottile di 200 micron che può rimuovere le cause del blocco e procedere all’intubazione delle vie lacrimali.

La piattaforma è dotata anche di un endoscopio nasale che permette di valutare in via preliminare o nel periodo post operatorio la pervietà della ricanalizzazione.

Tutta la procedura può essere eseguita in circa 15-20 minuti,in anestesia locale, ambulatoriamente senza tamponi nasali.

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Risultati a distanza intervento di ricanalizzazione delle vie lacrimali con il laser a diodi (91% di successo)

Osteotomia laser del dotto lacrimale

Osteotomia laser del dotto lacrimale

A un anno di distanza abbiamo valutato i risultati dell’intervento di dacriocistorinostomia con il laser a diodi (sistema LACRIMAX) utilizzato per creare una nuova comunicazione tra il sacco lacrimale e il naso. Questa nuova tecnologia è stata utilizzata per trattare le ostruzioni del dotto naso lacrimale con lacrimazione, infiammazione muco pus alla digitopressione della regione lacrimale. Questa sintomatologia crea delle problamatiche che vanno da costanti infiammazioni della congiuntiva  a vere e proprie infezioni che possono interessare anche l’orbita che rappresenta la cavità nella quale è allocato il bulbo oculare.

Nei casi selezionati, l’intervento con il laser a diodi ha permesso di ottenere la soluzione delle problematiche infettive e infiammatorie, con un intervento in anestesia locale che è durato in media circa 20 minuti senza incisioni con un minimo sanguinamento dal naso. E’stata velocizzata la ripresa dell’attività lavorativa che può avvenire dopo solo 48 ore. Anche  la degenza nella struttura sanitaria è stata ridotta a qualche ora senza complicanze di rilievo ad eccezione di un modesto gonfiore a livello della regione lacrimale. Tutti i pazienti hanno effettuato un controllo mensile nei successivi 3 mesi. E’ stata sempre eseguita  la TAC del naso e dell’orbita e l’endoscopia nasale prima dell’intervento.

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Attualità della dacriocistorinostomia per la soluzione dei problemi delle vie lacrimali

 

Stop alla lacrimazione con il nuovo laser a diodi


Inventata circa un secolo fa l’intervento di dacriocistorinostomia (DCR) non ha ancora perso la sua attualità risultando allo stato attuale l’intervento con maggiori probabilità di successo per la chirurgia della lacrimazione e per le infezioni del sacco lacrimale.

Quando si esegue

L’intervento viene praticato quando c’è una ostruzione del settore inferiore delle vie lacrimali al fine di ricanalizzare le cosiddette vie lacrimali di deflusso cioè la sezione che comprende il sacco lacrimale che raccoglie le lacrime e le convoglia attraverso il dotto naso lacrimale nel meato inferiore del naso. Questa parte delle vie lacrimali si può occludere e spesso infettarsi per malattie quali dacriocistite, calcoli delle vie lacrimali e in forte aumento per atrofia delle mucose nasali dovuta ad uso/abuso di cocaina. Le altre cause in aumento sono i traumi della faccia, gli interventi di rinoplastica e le malattie del naso e dei seni paranasali come la sinusite.

Prima dell’intervento

Apparato lacrimaleL’oculista esegue un lavaggio delle vie lacrimali dal quale si può valutare il mancato deflusso de liquido iniettato nel naso e valuta la presenza o meno di pus a livello del sacco lacrimale. Spesso i pazienti presentano già alla visita preliminare una dacriocistite, cioè una infiammazione purulenta del sacco lacrimale per la quale bisogna instaurare una terapia antibiotica sistemica e programmare l’intervento con urgenza. L’intervento di ricanalizzazione delle vie lacrimali va sempre eseguito prima di un intervento di cataratta per evitare il rischio di una infezione postoperatoria estremamente grave.

E’ utile consultare un oculista specializzato in oftalmoplastica perche sia nella fase preoperatoria sia per l’intervento è opportuna una esperienza e una conoscenza dell’anatomia e delle tecniche chirurgiche che interessano sial’occhio che il naso. Il chirurgo specializzato in oftalmoplastica associa alle conoscenze relative all’occhio anche quelle riguardanti gli annessi oculari come le vie lacrimali e le strutture nasali. Per questo prima dell’intervento è utile una endoscopia nasale che permette di valutare eventuali deviazioni del setto nasale, riniti, polipi o altre malattie del naso che potrebbero influenzare negativamente l’intervento. Peraltro l’endoscopia nasale è una procedura che viene eseguita ambulatorialmente, non è dolorosa e dura solo qualche minuto.

Per quanto riguarda la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) questa viene eseguita solo quando c’è stato un trauma facciale, quando si sospetta una lesione dopo rinosettoplastica o dopo una valutazione endoscopica per approfondimento diagnostico.

Fortunatamente i tumori delle vie lacrimali di deflusso sono molto rari anche se sono in aumento i linfomi.

L’intervento

L’intervento di dacriocistorinostomia ab-externo (cioè con taglio cutaneo) in mani esperte dura circa ½ ora , viene eseguito in anestesia locale con sedazione (quindi con l’assistenza di un anestesista)ed è praticato in regime di day-surgery (in pratica il paziente torna a casa il giorno steso dell’intervento. Viene praticato un taglio cutaneo di pochi millimetri parallelo alla radice del naso che permette di vedere lo stato del sacco lacrimale, di rimuovere l’infezione e dopo una trapanazione(simile a quella per gli impianti dentari) di ricostruire la via lacrimale e favorire il deflusso delle lacrime. Questo intervento allo stato attuale resta la procedura più praticata con il 90% di successo a fronte della cosiddetta dacriocistorinostomia endonasale per lo più praticata da otorinolaringoiatri che nelle varie casistiche non supera il 50% di successo. La stessa cicatrice cutanea che spesso preoccupa i pazienti oggi viene eseguita con tecniche e suture microchirurgiche che solo molto raramente provocano disagio estetico.

Il post operatorio

Durante l’intervento viene impiantato uno stent (il cosiddetto “tubicino di silicone”) ,praticamente invisibile, che serve per favorire una corretta ricanalizzazione. Questo tubicino viene rimosso in genere dopo 6 mesi in anestesia topica(con gocce anestetiche), ambulatorialmente e senza dolore. Il giorno dell’intervento viene tamponata la narice nasale del lato operato con una medicazione che viene rimossa il giorno dopo. Viene prescritta una terapia postoperatoria sistemica di antibiotici e terapia locale oculare di collirio antibiotico e cortisonico. Per i successivi 6 mesi è opportuno eseguire presso il proprio oculista lavaggi delle vie lacrimali e valutare e trattare con l’endoscopia il decorso della cicatrizzazione nasale per evitare recidive della malattia.

Queste cautele permettono oggi a distanza di tanti anni di considerare attuale una tecnica che se ovviamente modificata con accorgimenti e personali e perfezionata con tecnologia avanzata resta la procedura con maggiori probabilità di successo e con migliori risultati per il paziente.

Nel futuro è probabile che le tecniche laser assistite potranno migliorare i risultati e rendere la tecnica chirurgica realmente mininvasiva per risolvere i problemi della lacrimazione (epifora) e delle infezioni (dacriocistite).

 

È possibile richiedere un appuntamento con il dottor Garzione presso una delle nostre sedi ai seguenti contatti:
Sede di Roma
+39 06 3728555
Sede di Salerno
+39 0974.62397

 

Trattamento di un caso di enoftalmo – 6 febbraio 2016

Il prossimo 6 febbraio 2016, a Roma, il dottor Garzione parteciperà al Congresso Case Reports 2016 – La gestione dei casi complessi.

Nel corso dell’evento, il dottor Garzione presenterà una relazione dedicata alle procedure per la terapia dell’enoftalmo.

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IMPORTANZA DELL’OCT NELLO STUDIO E TERAPIA DELLA RETINOPATIA DIABETICA

L’evoluzione della tecnologia OCT (tomografia ottica a luce coerente) e l’altissimo livello di acquisizione ed elaborazione delle immagini ha permesso di pianificare e inquadrare le varie modalità di presentazione di questa grave patologia.


 

 

Si possono riscontrare:

  1. L’ispessimento maculare: aumento di spessore della macula con alterazione della depressione foveale. Si tratta di una lesione che può regredire con la cura della malattia di base.
  2. L’edema maculare cistoide e diffuso: raccolta di liquido negli strati interni della retina che può essere trattato, oltre che con la cura della malattia di base, con iniezioni intravitreali di farmaci antiVEGF o cortisone. La diminuzione del visus può dipendere più dalle alterazioni della retina esterna (membrana limitante esterna) che non dalla presenza dell’edema retinico.
  3. Alterazioni della retina esterna: interruzione o scomparsa della zona degli ellissoidi (in una fase più precoce e lieve di edema maculare) e della membrana limitante esterna (alterazione più tardiva e grave).
  4. Il distacco sieroso della retina associato con l’edema maculare: questo quadro OCT si presenta spessissimo associato all’edema degli strati retinici interni ed è espressione di grave scompenso metabolico, alterazioni della sierologia (emoglobina glicosilata, microalbuminuria) e a essudati intraretinici.
  5. L’ispessimento della membrana limitante interna: si presenta con membrana limitante interna iperreflettente ed edema refrattario alla terapia. E’ indicata la terapia chirurgica con asportazione mediante vitrectomia della membrana epiretinica causa dell’edema trazionale.

 

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Nuova tecnologia OCT al gammamedica

Da gennaio 2016 GAMMA MEDICA acquisirà una nuova tecnologia di altissimo livello: l’OCT COPERNICUS REVO.

Si tratta di una strumentazione avanzatissima, di ultima generazione, che ha migliorato lo standard della tomografia attualmente in uso:

  • tecnologia Spectral Domain che permette alla luce coerente (TOMOGRAFIA a COERENZA OTTICA) di analizzare gli strati retinici e di ricostruire con estrema precisione la struttura retica con una analisi micrometrica al limite dell’esame istologico
  • acquisizione panoramica del fondo oculare con visione amplificata e contestuale della macula e del nervo ottico,
  • possibilità di studiare specificamente macula, nervo ottico, cornea e angolo irido-corneale.
  • interpretazione dei dati di riferimento per il glaucoma,
  • miglioramento della risoluzione e della definizione dell’immagine,
  • acquisizione delle scansioni in pochi secondi e a pupilla in miosi (senza dilatazione),
  • facilità di interpretazione e rappresentazione dei risultati con schemi di riferimento.

L’esame OCT viene eseguito previa visita oculistica completa.

oct copernicus revo

OCT Copernicus REVO

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Intervento di vitrectomia mini invasiva con asportazione della membrana epiretinica, riduzione dell’edema trazionale e ristrutturazione della morfologia e della normale stratificazione retinica

OCT MEMBRANA EPIRETINICA PRE

OCT MEMBRENA EPIRETINICA POST

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VITRECTOMIA MINI-INVASIVA PER IL TRATTAMENTO DELLA PUCKER MACULARE:

Ricostruzione del profilo maculare dopo l’asportazione della Membrana Limitante Interna

PRIMA: Pucker Maculare con trazione della struttura maculare con edema intraretinico
DOPO: Ristrutturazione della morfologia maculare e degli strati retinici